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LA PACE

“A quest’ora la luce si sta spegnendo.

Cerco disperatamente il volo di un uccello, un frutto beccato su un albero, una piccola cosa straordinaria che mi dia il senso dell’eternità”

(Franco Arminio, da Lettera a chi non c’era)


Abbiamo cominciato così il nostro incontro.

Con questa riflessione sullo straordinario che abita il mondo e che ci abita.

Tutte le arti, in qualche modo ci aiutano a fissare lo straordinario, il teatro lo fa in pochi secondi di accadimento, forse.

Come la felicità.


Abbiamo anche riflettuto sull’eterno che c’è nello straordinario, quella cosa misteriosa che connette lo straordinario e noi a qualcosa di più, per sempre.

E poi abbiamo accennato alle distrazioni di ogni giorno.

Ed allora il compito è stato difficile e semplice allo stesso momento. Vivere con l’attenzione allo straordinario quotidiano.

Uno straordinario che deve stupirci.

Far battere il nostro cuore in quell’istante, emozionarci.


Piccole cose da cominciare a notare ed appuntare per farne una poesia, in rima o non, baciata o non.

Poesia.

Nessuno dei partecipanti ad oggi ha portato la poesia ma resto fiducioso.


Io, alla ricerca dello straordinario, mentre andavo alla SIAE (cosa non tanto straordinaria), ho visto l’ombra di una colomba volare per terra, sbattere le ali, come se la colomba volesse liberarsi dalla terra.

Ho alzato lo sguardo e per pochissimi istanti, abbagliato dal sole, ho visto la colomba alzarsi in volo, libera.

Ecco il mio straordinario.

La prima strofa della mia poesia.


Il 22 Giugno vi aspettiamo a teatro, per parlare di


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